Candele gipponesi, retrospettiva storica.

ANALISI TECNICA CANDLESTICK

  Una retrospettiva storica

È sicuramente interessante una digressione storica riguardo tradizioni e costumi, collegati con la nascita delle regole candlestick. Gli eventi hanno inizio in Giappone circa tre secoli fa, due secoli dunque prima di Dow: alcuni mercanti cominciarono ad utilizzare queste particolari tecniche per analizzare l’andamento del prezzo dei contratti nel mercato del riso.

Tra i primi personaggi a studiare i prezzi passati per predire il prezzo futuro attraverso i candlestick, troviamo il leggendario Munehisa Homma (1716-1803) che si costruì una fortuna facendo trading sul mercato del riso durante il 1700. Ma prima di raccontare di questo singolare personaggio, è preferibile fare una disamina delle condizioni economiche in cui versava il Giappone in quell’epoca.

Il periodo in questione raccoglie l’arco temporale che va dal 1500 al 1700, durante il quale il Giappone da Paese diviso in 60 province si trasformò in uno Stato unitario, in cui l’attività fiorente era indubbiamente il commercio.

Durante tutto il sedicesimo secolo il Giappone fu attraversato da disordini e lotte interne, per le continue guerre tra le diverse province tutte tese alla conquista dei territori vicini. Per cento anni tutta l’isola fu preda delle ambizioni di conquista dei signorotti locali; questa epoca viene ricordata come Age of Country at War.

Una siffatta situazione perdurò fino a quando tre straordinari generali, succedutisi al potere, Nobunaga Oda, Hideyoshi Toyotomi e Ieyasu Tokugawa, riuscirono ad unificare il paese diviso e attraversato microconflitti; i loro successi e le loro virtù vengono ancora oggi celebrati nella storia e nel folclore giapponese.

Esiste un detto giapponese che così recita: “Nobunaga ammassò il riso, Hideyoshi preparò l’impasto e Tokugawa mangiò la torta” che indica come tutti e tre in qualche modo contribuirono a rendere il Giappone un paese unito e pacifico.

Le situazioni militari che per secoli hanno caratterizzato il Giappone, sono ora diventati parte integrante della terminologia candlestick. Infatti se si pensa a questo, molte specialità richieste per fare trading sono simili a quelle che occorrono per vincere una battaglia: strategia, psicologia, competizione, ritirate strategiche e anche fortuna. Non risulterà sorprendente quindi, che durante la descrizione dei candlestick troveremo molti termini che presentano analogie con i campi di battaglia.

La relativa stabilità generata dalla centralizzazione del paese e il sistema Shogunate creato da Tokugawa fecero conoscere al Giappone un periodo florido e pieno di opportunità di sviluppo. L’economia agraria crebbe in maniera considerevole ma soprattutto ci fu l’espansione del mercato domestico. Dai primi anni del seicento un sistema di mercato nazionale prese il posto del sistema di mercato locale ed isolato che esisteva in precedenza. Il fenomeno di allargamento dei confini dei mercati sarà poi indirettamente legato allo sviluppo dell’analisi tecnica in Giappone.

Già al tempo del predecessore di Tokugawa, il centro economico del paese era divenuto Osaka che per la facilità di accesso al mare e per il fatto che i trasporti via terra erano lenti, costosi e pericolosi, era posizionata strategicamente per la distribuzione dei viveri. Questa città venne definita la cucina del Giappone, in quanto riforniva con i suoi depositi pieni di riso, le province di tutto il paese. Questa città, con la grande mole di transazioni che accoglieva tra le sue vie, contribuì inoltre in modo determinante alla stabilizzazione dei prezzi dei prodotti alimentari; la vita sociale era inserita in una fittissima rete di scambi, al punto che il salito tra le persone si narra fosse: Mokarimakka cioè Are you making a profit?

Si sviluppò la prima forma di Rice Exchange, nel cortile di uno dei più potenti mercanti dell’epoca e tale istituzione durò fino alla creazione del Dojima Rice Exchange verso la fine del seicento che diede la consacrazione alla regolamentazione delle transazioni sul riso. Dopo il 1710 all’interno del Rice Exchange vennero scambiate le prime ricevute di magazzino, chiamate rice coupons, che costituiscono la prima forma di contratti futures mai scambiati.

L’attività di trading sul riso costituì il fondamento della prosperità di Osaka: esistevano circa 1300 dealers ed il riso stesso, in mancanza di una moneta standard, divenne di fatto il mezzo di scambio. Le tonnellate di riso venivano depositate in particolari magazzini e per il passaggio della loro proprietà ci si serviva delle ricevute, divenute popolari a tal punto che circa 110.000 balle di riso erano commercializzate solo con i coupons.

In questo contesto vive ed opera Munehisa Homma, definito The God of the Market. Homma nacque nel 1724 da una ricca famiglia e ne prese il controllo finanziario all’età di ventisei anni, nonostante fosse il figlio più piccolo.

Egli cominciò a fare trading nel mercato locale di Sakata (oggi prefettura di Yamagata) dove viveva e da dove deriva oggi il nome di Sakata’s Rules nella letteratura Candlestick. Alla morte del padre, Homma si volle trasferire nella città di Osaka dove tutti i più potenti commercianti registravano enormi guadagni.

Qui Homma iniziò a frequentare il Dojima Rice Exchange dove la sua fama e ricchezza crebbe in maniera esponenziale; Homma si serviva di una serie di informazioni, come le condizioni meteorologiche, che gli provenivano dai raccolti di riso della famiglia, per interpretare la psicologia degli investitori. Infatti aveva diversi uomini che nei mercati locali più strategici verificavano gli umori degli investitori e prontamente andavano ad Osaka a riferire la situazione al loro padrone.

Inoltre condusse un attento studio sugli andamenti del prezzo negli anni passati, per cercare delle ricorrenze nei prezzi rispetto a condizioni che si ripetevano nel tempo. Tutta questa serie di informazioni veniva studiata attentamente per cercare dei metodi che sapessero rappresentare la psicologia di mercato.

Dopo aver dominato anche il mercato di Osaka, Homma si trasferì in quello di Edo (l’attuale Tokio) che nel frattempo si stava dimostrando il più importante mercato del Giappone. Si narra che Homma portò a termine una serie di 100 operazioni di trading vincenti. La sua fama fu tale che molte canzoni folcloristiche, oggi, narrano di situazioni derivanti dalle regole di Homma per sfruttare gli andamenti del prezzo del riso.

Qualche anno più tardi Homma divenne il consulente finanziario del governo, prendendo il titolo di Samurai; morì nel 1803.

Homma aveva osservato che a determinati umori del mercato, monitorati attraverso la rete di informatori di cui disponeva, corrispondevano determinate conformazioni dei prezzi. L’analisi dei dati passati lo aveva convinto che alcune sequenze di prezzi anticipavano un certo movimento di mercato successivo.

Homma scrisse all’età di 51 anni, le 160 regole che hanno dato vita al Sakata’s Method ritenuto l’inizio della metodologia Candlestick così come è conosciuta oggi. Tutti i principi di Homma, applicati al trading nel rice market, si sono evoluti nella metodologia dei candlestick, usati correntemente e con successo nell’analisi finanziaria in Giappone.

 

Analisi Tecnica Candele giapponesi

ANALISI TECNICA CANDLESTICK

L’analisi tecnica candlestick si riferisce agli strumenti per lo studio di una serie storica di prezzi borsistici, utilizzati inizialmente dagli analisti finanziari giapponesi e recentemente anche dagli operatori occidentali.

L’analisi tecnica giapponese è rimasta infatti per secoli sconosciuta al mondo occidentale fino alla pubblicazione di un articolo di Steve Nison sulla rivista Futures Magazine del 1989 e alla successiva diffusione del suo primo libro intitolato Japanese Candlestick Charting Techniques del 1990.

Lo stesso Nison 1 riferisce che “…prima della pubblicazione del mio primo libro poche persone in occidente avevano mai sentito parlare di candle chart ; ora l’analisi tecnica candlestick è tra le più discusse forme di analisi tecnica del mondo…” e ancora “…il crescente interesse in queste tecniche che prima erano segrete è testimoniato dai numerosi titoli di giornali finanziari quali Institutional Investor, Wall Street Journal, Euroweek, Equity International, Reuters.2.

Da disciplina sconosciuta quale essa era, l’analisi candlestick è diventata in pochi anni lo strumento base per l’analisi grafica anche in occidente, rivoluzionando il settore che per decenni si era riferito al bar chart ed in seconda battuta al point & figure chart.

La ragione di questa rapida popolarità, come si vedrà dettagliatamente in seguito, è facilmente spiegabile: l’analisi giapponese fornisce indicazioni non disponibili altrove, può essere applicata a qualsiasi mercato e non preclude assolutamente l’utilizzo degli altri strumenti dell’analisi tecnica classica, che anzi ne risultano potenziati dando forma a quella che talvolta è stata definita analisi tecnica multipla.

Perché fare Trading Forex

Perché scegliere di fare trading sul forex?

Alta liquidità: Molti mercati, come quello azionario sono manipolati dalle mani forti (persone o società disposte di grandi caitali) perché hanno abbastanza liquidità per farlo. Questo nel mercato forex non può succedere perché troppo liquido, e nessuno al mondo ha tanti soldi da poter portare le quotazione dove vuole.

Effetto leva: Una delle caratteristiche principali del forex è la leva. La leva è la possibilità di fare operazioni con altro controvalore utilizzando una piccola somma detta margine. Per esempio, con effetto leva 100 noi possiamo aprire una posizione di 100.000 € con soli 1.000 €, oppure con leva 200 possiamo utilizzare un margine di 500 €. Questa è una cosa che permette di fare altissimi profitti Ma anche perdere tanto, ed è per questo che bisogna usarla pesantemente solo quando si sa quello che si sta facendo. Una volta imparato cosa fare, amerete la leva.

Non si pagano commissioni: Se fate trading con azioni o altri strumenti la banca vi chiederà una commissione per entrare e per uscire dal mercato. Nel forex non vengono pagate commissioni ma il broker guadagna con lo spread bid-ask che spiegheremo più avanti.

Potete scegliere con quanti lotti fare trading: Il lotto è il controvalore della vostra posizione. E’ possibile utilizzare lotti da 100€, 1000€ (microlotto), 10.000€ (minilotto), 100.000€ (lotto standard). Potete combinare minilotti con microlotti e scegliere la dimensione della vostra posizione.

Il forex è aperto 24 ore su 24: Potete operare a qualsiasi ora, giorno e notte. Ottimo per chi vuole fare trading part-time.

Potete fare simulazioni prima di iniziare con soldi veri: Grazie a eccellenti softwares è possibile esercitarsi prima di iniziare a operare con i vostri soldi. Potrete infatti aprire dei conti demo finti di 10.000€,50.000€ o quanto volete. Avrete grafici in tempo reale, le quotazioni reali e potete comprare o vendere come se sul conto ci fossero soldi veri, guadagni e perdite verranno calcolati con massima accuratezza.

Inutile elencare i vantaggi del fare trading in generale ma soprattutto del trading sul forex. Tanto per citarne alcuni potete lavorare quando volete, totale indipendenza, ferie quando volete e di quanti mesi volete. Se durante la mattinata avete raggiunto il vostro target di guadagno giornaliero il pomeriggio potete andare a passeggiare in spiaggia con le persone cui volete bene. Sarete voi a decidere tutto, niente capo e niente colleghi che stressano.

Mercato Forex

Ingredienti del trading

Il trading è un’attività del tutto particolare in cui una salda disciplina è l’ingrediente principale per un’operatività di successo. Nessuno all’inizio della propria carriera di trader si aspettava che l’aspetto psicologico avrebbe avuto una posizione di maggiore importanza rispetto agli altri ingredienti. L’aspetto psicologico occupa ben il 60%. Il Money Management occupa il 30% mentre il sistema è importante solo per un 10%. I professionisti guadagnano perché hanno imparato a controllare le proprie emozioni, a rispettare il trailing stop, a non vendere solamente perché il prezzo sta facendo un misero pull back. Bisogna tenere duro e rispettare il proprio piano di trading. E’ successo che in certi corsi per traders siano state dedicate 1-2 settimane per spiegare un trading system e ben 4 settimane per spiegare come rispettare le regole, ecco l’importanza della disciplina nel trading. Non per tutti è facile essere ben disciplinati, qualcuno ci riesce dall’inizio, qualcuno dopo anni quando vede la differenza tra l’esserlo e non esserlo.

Il Money Management, sinonimo di position sizing, occupa il secondo posto nella scala degli ingredienti del trading, il 30%. Il MM risponde alla domanda “quanto”, ovvero quanto capitale utilizzare per aprire una determinata posizione. Soprattutto nel Forex, strumento che utilizza la leva finanziaria, quest’aspetto è importantissimo ed in particolare per chi si sta avvicinando adesso a questo affascinante strumento.

Il Trading System, meccanico o discrezionale che sia, occupa il solamente il 10%. In effetti non ha senso fissare delle regole se poi queste non vengono rispettate.

Dimensioni e liquidità del mercato

Il forex è unico sotto numerosi profili:

  • volume degli scambi,
  • l’estrema liquidità del mercato,
  • il gran numero e la varietà degli operatori attivi sul mercato,
  • il decentramento geografico,
  • la durata giornaliera degli scambi – 24 ore al giorno (fatta eccezione per i weekend)
  • la varietà di fattori che influenzano i tassi di cambio,

A quanto risulta dallo studio Triennial Central Bank Survey 2004 della Banca dei Regolamenti internazionali, il turnover giornaliero medio sui mercati forex tradizionali è stimato ammontare a 1.880 miliardi di dollari. Le medie giornaliere relative all’aprile di differenti anni, in miliardi di dollari sono rappresentate nel grafico seguente:

Immagine:Global foreign exchange market turnover2.gif

Turnover del mercato forex globale:

  • 621 miliardi di dollari spot
  • 1.260 miliardi di dollari in derivati, di cui
  • 208 miliardi di dollari in forward
  • 944 miliardi di dollari in forex swaps
  • 107 miliardi di dollari in FX options.
Rank Name % of volume
1 Deutsche Bank 17.0
2 UBS 12.5
3 Citigroup 7.5
4 HSBC 6.4
5 Barclays 5.9
6 Merrill Lynch 5.7
7 J.P. Morgan Chase 5.3
8 Goldman Sachs 4.4
9 ABN AMRO 4.2
10 Morgan Stanley 3.9

I futures contracts relativi al forex furono introdotti nel 1972 alla Chicago Mercantile Exchange ed essi sono attivamente scambiati in relazione con la maggior parte degli altri contratti future. Il volume dei Forex futures volume è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, pur ammontando solo al 7% circa del volume totale del mercato forex, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal Europe (5/5/06, p. 20).

I dieci trader più attivi effettuano circa il 73% del volume degli scambi, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal Europe, (2/9/06 p. 20). Queste grandi banche internazionali forniscono in continuazione al mercato sia i prezzi bid (di acquisto) che ask (di vendita). Il bid/ask spread è la differenza tra i prezzi alla quale una banca od un market maker è disposto a vendere (”ask”, o “offer”) ed il prezzo al quale un market maker è disposto a comprare (”bid”) da un cliente wholesale. Questo spread è minimo per coppie di valute molto scambiate, ammontando solitamente a soli 1-3 pip. Ad esempio, il rapporto bid/ask tra EUR/USD sarebbe 1,2200/1,2203. Il volume minimo per la maggior parte delle transazioni è solitamente 100.000 dollari.

Tali spread possono non applicarsi alla clientela retail delle banche, le quali in genere fanno un mark up sul rapporto portandolo in ipotesi a 1,2100 / 1,2300 per i trasferimenti, o 1,2000 / 1,2400 per le banconote od i travelers’ cheques. I prezzi spot dei market makers variano, ma tra EUR/USD solitamente non superano i 5 pip (ossia 0,0005). La concorrenza ha determinato un notevole restringimento degli spread per le maggiori valute, fino a minimi che variano tra 1 e 1,5 pip.

Storia Forex

Il mercato forex è un mercato monetario interbancario o tra altre controparti, creato nel 1971 Template:Fact quando cominciarono ad apparire tassi di cambio fluttuanti. Il foreign exchange market è enorme se comparato ad altri mercati. Ad esempio, il volume medio giornaliero di scambi che riguardano i buoni del Tesoro USA è di 300 miliardi di dollari e il mercato azionario USA ha un volume medio giornaliero di meno di 10 miliardi di dollari. Dieci anni fa il Wall Street Journal ha stimato che il volume giornaliero degli scambi che avvengono sul forex ecceda i 1.000 miliardi di dollari. Oggi questa cifra è cresciuta fino ad eccedere i 1.800 miliardi di dollari al giorno.

Prima del 1971 un accordo internazionale denominato Bretton Woods Agreement impediva la speculazione sui mercati valutari. Gli accordi di Bretton Woods erano stati conclusi nel 1944 con il fine di stabilizzare le valute internazionali e prevenire la fuga dei capitali tra le nazioni. Questi accordi fissarono un tasso di cambio tra tutte le valute ed il dollaro e fissarono il tasso di cambio tra il dollaro e l’oro (35 dollari per oncia). Prima di tale accordo il gold exchange standard era in uso fino dal 1876.Il gold standard prevedeva l’uso dell’oro come base di ciascuna valuta e in questo modo impediva a re e governanti di svalutare arbitrariamente il denaro e di innescare l’inflazione.

Il gold exchange standard presentava, comunque, dei problemi. Al crescere, un’economia avrebbe importato beni dall’estero fino all’esaurimento delle riserve auree. Il risultato di ciò era una restrizione dell’offerta di moneta nel paese che causava un innalzamento dei tassi di interesse comportante un rallentamento dell’attività economica che avrebbe potuto portare anche alla recessione.

Infine la recessione avrebbe causato una caduta dei prezzi dei beni così in basso che essi sarebbero apparsi convenienti ad altri paesi. Ciò a sua volta portava ad un flusso inverso di oro in entrata nell’economia e il risultante aumento nell’offerta di moneta causava una caduta del tasso d’interesse ed un rafforzamento dell’economia. Tali pattern di boom-recessione erano frequenti nel mondo durante gli anni del gold exchange standard e fino allo scoppio della Prima guerra mondiale che interruppe il libero flusso degli scambi e di conseguenza i movimenti dell’oro.

Dopo la guerra fu adottato il Bretton Woods Agreement , col quale le nazioni partecipanti accettavano di mantenere il valore delle loro valute all’interno di uno stretto margine di cambio con il dollaro. Un tasso era anche fissato per stabilire il rapporto del dollaro rispetto all’oro. Alle nazioni era proibito di svalutare la propria valuta oltre il 10% per migliorare la propria posizione commerciale. In seguito della Seconda guerra mondiale il commercio internazionale si espanse rapidamente per via delle esigenze di ricostruzione post-bellica e ciò comportava massicci movimenti di capitali. Ciò destabilizzava i tassi di cambio che erano stati fissati per mezzo degli accordi di Bretton Woods.

Tali accordi furono infine abbandonati nel 1971, e in seguito a ciò il dollaro non fu più convertibile in oro. A partire dal 1973, le valute delle nazioni maggiormente industrializzate divennero più liberamente fluttuanti, essendo spinte principalmente dalle forze dell’offerta e della domanda. I prezzi erano formati da volumi, velocità e volatilità crescenti durante gli anni 70. Ciò porto alla nascita di nuovi strumenti finanziari, alla deregolazione del mercato e al libero scambio. Comportò inoltre un aumento del potere degli speculatori.

Negli anni 80 i movimenti internazionali di capitali ebbero un’accelerazione per l’avvento dei computer ed il mercato divenne continuo, con scambi che si svolgevano tra i continenti asiatico, europeo ed americano, ed i relativi fusi orari. Le grosse istituzioni bancarie crearono sale operative in cui centinaia di milioni di dollari, sterline, euro, e yen venivano scambiati nel giro di pochi minuti. Gli odierni broker operano quotidianamente nel forex, avvalendosi di strumenti elettronici, ad esempio a Londra, dove singoli scambi per decine di milioni di dollari vengono conclusi in pochi secondi. Il mercato è cambiato significativamente essendo la maggior parte delle transazioni finanziarie finalizzate non all’acquisto o alla vendita di beni ma al fine di speculare sul mercato essendo l’intento della gran parte degli operatori di fare soldi con i soldi.

Londra si è affermata come il principale centro finanziario globale ed è il più grosso mercato forex del mondo. Tale affermazione non è dovuta solo al suo posizionamento, che le consente di operare durante l’apertura dei mercati asiatici ed americano, ma anche per alla creazione del mercato dell’Eurodollaro. Il mercato dell’Eurodollaro si venne a creare durante gli anni 50 quando i proventi che l’Urss derivava dalla vendita del petrolio, tutti denominati in dollari, venivano depositati al di fuori degli USA per il timore che venissero bloccati dalle autorità statunitense. Questa pratica fece sì che un grosso quantitativo di dollari statunitensi si trovasse al di fuori del controllo degli Stati Uniti. Queste vaste riserve di liquidità erano molto attraenti per gli investitori di tutto il mondo in quanto erano soggette ad una regolazione molto meno penetrante e offrivano una redditività più elevata.

Al giorno d’oggi Londra continua a crescere in quanto un numero crescente di banche americane ed europee stabiliscono i loro quartieri generali regionali nella city. I volumi scambiati su questi mercati sono enormi e le banche più piccole, gli hedgers commerciali e i piccoli investitori hanno raramente accesso diretto a questo mercato liquido e competitivo, sia perché non soddisfano i requisiti di credito necessari sia perché le dimensioni delle loro transazioni sono troppo limitate. Ad ogni modo oggi i market maker possono scomporre le loro grosse unità inter-bank ed offrire ai piccoli operatori l’opportunità di comprare e vendere un numero qualsiasi di tali unità più piccole (lots).

Forex

Il foreign exchange market (spesso abbreviato in Forex) si ha quando una valuta viene scambiata con un’altra. Il forex è di gran lunga il più grosso mercato nel mondo, in termini di valore delle transazioni, e include gli scambi che avvengono tra grosse istituzioni bancarie, banche centrali, speculatori valutari, imprese multinazionali, governi, e altri mercati finanziari ed istituzioni. L’attività di scambio che ha luogo nei mercati forex globali assomma a più di 1.900 miliardi di dollari al giorno (in media). I trader retail (piccoli speculatori) sono una parte minima di questo mercato. Essi possono partecipare solo indirettamente per il tramite di broker o banche e possono essere vittime di forex scams.

A quanto sostiene Peter Garnham sul sito del Financial Times (Pubblicato: 9 ottobre 2006 20:48) “Il forex avrà duplicato la sua dimensione l’anno prossimo, in soli tre anni, grazie ad un incremento della partecipazione da parte dei gestori di fondi e dei fondi pensione, è quanto sostenuto da una ricerca uscita lunedi. TowerGroup, una società di consulenza e ricerca finanziaria, dice di attendersi che i volumi totali giornalieri sul forex eccedano i 3.000 miliardi di dollari nel 2007. I volumi del forex, cresciuti dai 1.770 miliardi di dollari del 2004 ai 2.000 miliardi l’anno scorso, erano destinati a crescere fino a 2.600 miliardi di dollari quest’anno e fino a 3.600 miliardi di dollari l’anno prossimo, per via dell’accettazione del mercato valutario come un asset class a tutti gli effetti, nelle parole della TowerGroup.